Per qualcuno come me che vive da sola fare la spesa è un momento difficile. Diventa un momento ancora più difficile quando non hai voglia di cucinarti nulla di sano per te e da mesi la sera ceni con yogurt, banane, philadelphia e scatolette di tonno che avanzi dal pranzo in mensa (ma non ditelo al mio datore di lavoro, altrimenti mi riduce il valore del buono pasto!!!!). Cambi l’ordine dei fattori: a volte prima il tonno e poi le banane, altre volte inizi con lo yogurt per concludere con il philadelphia (magari accompagnato da 4 tortillas), nei momenti di confusione mentale inzuppi la banane nel philadelphia….ma il risultato non cambia: una cena disgustosa e tutt’altro che salutista (magari anche mangiata in piedi stendendo la biancheria perchè una donna sola ha sempre mille impegni, spesso inutili, e il tempo corre via veloce!). E’ ancora peggio quando ti convinci che mangi così non perchè sei disperata, ma perchè cosi dimagrirai. Dopo settimane in cui l’ago non si sposta di un grammo ti ripeti che non è colpa del cibo ma del tuo umore: quando si è felici si dimagrisce…..quando si è tristi si accumula malinconia e peso, e il peso porta tristezza e la tristezza ti mette appetito e così mangi, ingrassi e quindi, visto che sei già grassa puoi continuare a mangiare tanto non rovini nessuna linea….l’hai già rovinata! Ed è un cane che si morde la coda: anche se preferirebbe mordersi una salsiccia!!!! E poi ad un certo punto ti guardi (anche se ancora non sei diventata una balena ti fai comunque schifetto) e ti dici che così non si può andare avanti e che bisogna correre ai ripari, ai rimedi e di solito ti vengono in mente solo rimedi drastici che sai già che potrai seguire per 5 minuti e poi svenirai…. Il mio momento della auto-consapevolezza è arrivato. Dopo una settimana di ferie meravigliose sono rientrata con 2 grandi propositi: volermi più bene e l’altro…..beh…..non ve lo posso dire per ora. E quindi nel programma “vogliamoci più bene” al primo posto c’è l’alimentazione. Per cui ieri sera ho fatto la lista della spesa, come se in casa mancasse solo qualcosina! In realtà ad eccezione delle derrate della mensa, di qualche vasetto improponibile e di ogni tipo di cereale: orzo, farro, miglio, riso, avena, quinoa, amaranto (vado anche sul ricercato), grano saraceno (e sul complicato), kamut e bulgur (e per concludere la nota esotica!) non vi era nulla di commestibile. Oggi, terminato il lavoro, ho tenuto fede ai miei buoni propositi e, anche se avrei preferito andarmi a fare un buon aperitivo e risolvere la cena con alcool e patatine, sono entrata dopo tempo immemorabile al supermercato. Da subito mi ha dato fastidio l’aria condizionata (come le sciure di una certa età), poi non mi ricordavo dov’erano i reparti (io che di solito scrivo la lista della spesa in ordine di come si susseguono i cibi negli scaffali e nei corridoi). Dopo un pò di minuti ho cominciato a capire che lì dovevo stare e che dovevo uscire in tempi decenti con una spesa altrettanto decente. E così ho preso il carrello grande, quello rosso di plastica mi faceva troppo “spesa da single”. Ho raddrizzato la schiena e con passo lento ma deciso ho affrontato i corridoi. Subito: biscotti, fette biscottate e pane; tutti tabù per le mie intolleranze a farina e zucchero. Reparto verdura: vi confesso ho cercato quelle che potevano essere mangiate crude, per evitare a casa la fase della cottura (sarà tempo di una fase successiva del “vogliamoci più bene”). Quindi nel carrello sono finiti cetrioli e peperoni (che adoro!). E poi la frutta: qui è facile, è estate e le pesche la fanno da regina. Banane no grazie….ho il main sponsor (la mensa!!!!). E poi è stato il momento dello zoccolo duro di una signora cena: i secondi. Cercando qualcosa di sfizioso e salutista ho optato per le polpette vegan (addirittura di 2 tipi): cos’è la vita senza un pò di rischio mangiano cibi apparentemente sani ma dalla consistenza non ben definita? Poi alla rinfusa ho buttato nel carrello qualche latticino e un pò di pesce: salmone, gamberetti, granchio in vista di una cenetta che mi riprometto di fare a brevissimo con 2 care amiche (continuo con i buoni propositi: così mi piaccio!). Guardo il carrello: sono soddisfatta! Manca però il tocco, quello che ti fa sentire in pace con te stesa: birre e patatine…..mi mancavano proprio…..la mia amica P. me le ha finite tutte!!!! (è sempre colpa di P., mai mia…..è per questo che andiamo così d’accordo!). E all’ultimo momento, mentre mi reco alla cassa, mi fermo di colpo: come non comprare i germogli di bambù e lo zenzero a fette. Cracco sicuramente saprebbe cosa farci…..io un pò meno, ma mentre trionfano nel nastro della cassa mi sento troppo chef e guardo!!! Missione compiuta: spesa sana conquistata…..ora tocca mangiarla!
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