Capita a tutti, o quasi, prima o poi di partire per qualche giorno di navigazione. Oggi è stato il mio turno. Equipaggio esemplare: 4 donne assolutamente senza esperienza nautica (ma con molta voglia di fare) e il Capitano (proprietario e condottiero di un bel 10 metri), povero sventurato tra noi donne chiacchierose! Partenza da Sottomarina (Chioggia) non proprio all’alba per non far sfigurare i nostri visini……la ruga è dietro l’angolo!!!! A guardare i nostri bagagli sembrava dovessimo stare via per mesi: ma si sa noi donne abbiamo un concetto tutto nostro dell’indispensabile e non curanti del poco spazio in barca tra una canotta e una t-shirt ovviamente scegliamo di portarle entrambe anche se sappiamo già che non le useremo!!!!! Ed il cibo…..dovevate vedere dolci, dolcetti, biscotti, tortine….sintomi di paurose mancanze d’affetto, ma questo è un altro discorso! La prima avventura è stata salire in barca: la prua non è mai troppo vicina al pontile ed è sempre incredibilmente lontana. Ti sembra che un passo non basti e ti immagini già a mollo completamente vestita! Devo dire che il Capitano ci ha accolte bene: sorridente, gentile ma determinato e da subito ha cercato di trasmettere le sue regole, quelle indispensabili per una quieta ed ordinata convivenza in un piccolo spazio galleggiante. Non vi dico che tetris ho fatto per riporre tutte le mie cose in un arredo che lui chiamava armadio e che per me era poco più piccolo di un cassetto! Di lì a poco abbiamo lasciato gli ormeggi, o meglio il Capitano “ha lasciato” gli ormeggi perché noi 4 non abbiamo fatto nulla per aiutarlo se non scattare foto con cellulari e macchine fotografiche (scene da comitiva cinese in viaggio premio in Italia!). Lasciata la darsena siamo state accolte da un mare abbastanza agitato ma noi intrepide tutte a poppa a respirar gli spruzzi……dopo pochi minuti però ci siamo rifugiate tutte nel pozzetto e cercavamo di concentrarci su qualche punto fisso all’orizzonte. Hanno cominciato a girare pastiglie per il mal di mare e la nostra baldanza iniziale si è ridotta a zero. Il Capitano ha fatto giusto in tempo a dirci: “Mi raccomando se qualcuna di voi ha qualche accenno di mal di mare avvisi immediatamente” che una ragazza già si è sentita male. Per farvela breve con la pastiglia che ho preso ho praticamente dormito per 2 ore in una posizione assurda e scomodissima. Mi sono svegliata come nulla fosse all’imboccatura degli Alberoni, punta estrema del Lido. L’ormeggio in darsena è stata la nostra prima prova e devo dire che il Capitano è stato molto paziente, anche quando ha detto: “Non sono funi ma cime!”. Il pranzo è stato quasi simile ad un banchetto di matrimonio perché nella vita bisogna trattarsi bene anche se si galleggia! Ciò che ho respirato a pieni polmoni e che ho apprezzato tantissimo di questa prima giornata è stata la grande convivialita’. Spazi ristretti e situazioni informali in un attimo hanno fatto intrecciare i destini di 5 vite fino a prima sconosciute. Si parla e ci si racconta. Si ascolta e si domanda. E intanto si beve e si mangia. E al pranzo è seguito un fantastico pomeriggio di ozio al sole del ponte facendosi cullare dalla barca. E poi la cena: abbiamo esordito dicendo che nessuno aveva molta fame e che avremmo appena sbocconcellato qualcosa……beh, mancava solo che servissimo il cinghiale ripieno!!!! Abbiamo spaziato dalla piovra in insalata, al salame bellunese, al pecorino piccante calabrese per concludere con un dolce alle noci e cioccolato che avremmo potuto meritarci solo dopo il dispendio calorico di una maratona! Ora mentre scrivo ognuno è già nella sua cuccetta, tra poco mi infilerò nel mio letto triangolare……questa esperienza geometrica mi mancava!