Ed eccoti qui. 365 giorni da passare insieme, uno ormai è quasi terminato. Sei arrivato un pò in sordina. Non ti aspettavo, né sinceramente avevo voglia di iniziare un nuovo anno perché troppe sono le questioni lasciate aperte dall’ormai passato 2016. Avrei voluto avere il tempo di sistemare tutto, chiudere i tanti cassetti aperti, risolvere le questioni che mi appesantiscono l’animo. Avrei voluto farmi trovare pronta per te, nuovo 2017. Avrei voluto farmi trovare serena, entusiasta e motivata, penso che te lo meriti. Ed invece, non ho organizzato nessuna festa per accoglierti al meglio né volevo festeggiarti. Ieri sera mi sono semplicemente  vestita un pò carina, ma per piacere a me stessa, per sentirmi ogni tanto femminile (ormai passo così tanto tempo tra tute da ginnastica e abiti da montagna da aver dimenticato il rumore di una scarpa con il tacco). Ho apparecchiato la tavola in modo sobrio e coordinato (come piace a me). Solo tre coperti. Nessuna tavolata numerosa e chiassosa. Solo 2 amici ed io. Abbiamo cenato chiacchierando, se non fosse stato per le candele accese sembrava una sera come altre. Nemmeno un accenno a te che stavi arrivando. Nemmeno un buon proposito raccontato (e nemmeno pensato). E’ stato un Capodanno in sordina, forse il primo Capodanno in cui non ho respirato aria di Capodanno, in cui non si è stappata la bottiglia a mezzanotte né mangiata la tradizionale fetta di panettone. Che poi a pensarci bene sono gesti, routine che riviviamo di anno in anno senza capirne il perché, senza esserne convinti, senza crederci veramente, senza averne veramente bisogno.

Non ho voglia di chiederti di essere meglio del 2016, né di essere più magnanino con me di quanto tuo fratello 2016 non lo sia stato nei miei confronti. Non ti chiedo nuove e buone cose, non ti chiedo di realizzare i miei sogni e desideri (per quello c’è il mio impegno nel concretizzarli), non ti chiedo serenità, salute e amore (ogni anno voi “anni” avete sempre fatto quello che avete voluto fregandovene di quello che veramente desideravo!).

Neo arrivato 2017, ti chiedo solo di non portarmi via ciò che di bello ora ho nella mia vita: piccole ma grandi certezze, piccoli ma grandi affetti, piccoli ma grandi punti fissi (sicuri luoghi in cui rifugiarmi e in cui condividere), piccoli ma grandi legami. Piccole ma grandi persone (genitori, figlio, amici) con le quali attraversare questo 2017 sentendomi un pò meno sola, un po’ meno debole, un po’ meno indifesa, un po’ meno in balia degli eventi.

————-english version————-

And here we are. 365 days to go together, one it is almost finished. I not am expecting you, nor frankly I wanted to start a new year because there are too many questions left open by the now past 2016. I wanted to have time to fix everything, close the many drawers open, reply to the questions that weigh down my soul . I wanted to make myself ready for you, new 2017. I wanted to make myself calm, enthusiastic and motivated, I think you deserve it. And instead, I have not organized any party to welcome the best nor wanted celebrate you. Last night I just dressed a little cute, but to please myself, to feel every now female (now step so long between track suits and hiking clothes to have forgotten the sound of a shoe with a heel). I set the table in a sober and coordinated style (like I do). Only three covered. No table large and rowdy. Only two friends and myself. We had dinner chatting, had it not been for lighted candles looked like a night like any other. Even a hint to you that you were coming. Not even a good purpose told (and even thought). It was a New Year’s muted, perhaps the first in which New Year’s Eve I have breathed the air, where it is not uncorked the bottle at midnight or eaten the traditional slice of panettone. What then to think of it are gestures, routines that we relive each year without understanding why, without being convinced, without really believe it, without having really need.

I do not want to ask you to be better than 2016, or to be more magnanimus with me than your brother in 2016 has not been so for me. Do not ask for new and good things, do not ask you to fulfill my dreams and desires (for what is my commitment to consolidate them), I do not ask you serenity, health and love (every year you “years” have always done what you wanted not to care about than I’m really desired).

Newly arrived in 2017, I ask you only not take away the beautiful things that I have now in my life: small but great certainties, small but great affection, small but large fixed points (safe places in which to take refuge and to share), small  but great ties. Small but great people (parents, son, friends) with whom to cross this 2017 feeling a little less lonely, a little less weak, a little less helpless, a bit less at the mercy of events.

4 pensieri su “Lettera al 2017 / A letter to 2017

  1. Non mi è mai piaciuto tanto l’ultimo dell’anno perché ti mette sempre nella condizione di riflettere su quello che è stato e a cosa dovresti, potresti fare nel nuovo anno che sta per arrivare, come se durante tutti gli altri giorni dell’anno non si potessero fare queste riflessioni!! Perciò, averlo trascorso in maniera speciale, diversa e con una persona sensibile mi ha dato serenità e pace!

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